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08/02/2010 12:57 di www.antipredazione.org

La presunzione dell'autorità sanitaria

Che quelli in stato vegetativo fossero vivi lo sapevamo già, non avevamo bisogno delle immagini di ...

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06/02/2010 06:29 di agnesepozzi

IPOCRISIA UTILE AL BUSINESS

Che quello di Eluana sia stato un omicidio è sicuro. Che la morte debba considerarsi tale solo se si ...

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05/02/2010 17:44 di maximum

Problema Etico grave

A questo punto abbiamo la certezza che sono vivi e coscenti, ma non è possibile fermare le macchine ...

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04/02/2010 19:25 di www.antipredazione.org

Stato vegetativo e morte cerebrale

Le certezze millantate nei comi vegetativi, ora scardinate da nuove tecnologie di "scanning" tipo ri ...

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04/02/2010 16:58 di semovente

COSA DICONO

I signoti soloni che con tanta sicurezza hanno sentenziato in altri casi di intervenire senza se a s ...

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Stato vegetativo: la svolta

Il caso di un paziente belga: fotografate nel cervello le risposte agli stimoli esterni

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P

roprio in queste settimane Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore, ha minacciato di portare il fratello a morire in Belgio perché in Italia manca, a suo dire, l'adeguata  assistenza. Eppure, proprio dalla nazione belga, oggi arriva  il risultato di uno studio clamoroso, che ha mostrato come un 29enne belga in stato vegetativo sia in grado di rispondere agli stimoli esterni che gli vengono mandati cerebralmente. 
Il ragazzo, come fu per Eluana Englaro, è in stato vegetativo dal 2003, a causa di un incidente stradale che lo ha inchiodato al letto per tutti questi anni. Oggi si trova al centro di uno studio che ha guadagnato le pagine del "New England Journal of Medicine", perché si è mostrato capace di "comunicare" con i medici, rispondendo "sì" o "no" alle domande che gli venivano poste dai dottori. In buona sostanza, i medici hanno avuto accesso a quelle aree cerebrali che si attivano nel nostro cervello quando diamo risposte affermative o negative a un quesito. La ricerca, condotta da una squadra di studiosi belgi e britannici capitanati da Adrian Owen, del Medical Research Council di Cambridge, a detta degli scienziati potrebbe rivoluzionare il rapporto con questi pazienti, lasciando, ad esempio, che siano loro stessi a esprimersi circa la possibilità di continuare a vivere in quelle condizioni.
«Potranno essere coinvolti - ipotizza lo stesso Owen - nelle decisioni relative al loro destino».

Grazie a uno scanner di ultima generazione, gli studiosi hanno "fotografato" l'attività cerebrale del giovane sottoponendogli alcune domande, ad esempio 'Tuo padre si chiama Thomas?'. Ebbene, nel ragazzo si attivano le stesse aree del cervello che si accendono nelle persone sane. «Siamo rimasti attoniti - riconosce Owen sulle pagine del britannico 'Daily Mail' - quando abbiamo visto i risultati dei test, che mostravano chiaramente che l'uomo era in grado di rispondere alle nostre domande. Non solo i risultati dello scanner ci dimostravano che il paziente non era in uno stato vegetativo, ma per la prima volta in tanti anni ci consentivano di vedere che l'uomo riusciva a comunicare col mondo esterno». Lo studioso a capo della ricerca riconosce che la tecnologia usata è molto dispendiosa dal punto di vista economico, ma sottolinea che in futuro potrebbe essere usata per comunicare con questi pazienti circa, ad esempio, la necessità di ricevere antidolorifici o la possibilità di sottoporsi a nuove terapie farmacologiche.



Gli studi- Complessivamente sono stati studiati 54 pazienti e cinque di questi, come il ventinovenne belga, hanno mostrato la capacità di modulare l’attività cerebrale. I risultati della ricerca, condotti da un gruppo misto di esperti inglesi di Cambridge e belgi di Liegi, sono così interessanti che la loro pubblicazione è appena avvenuta sull’edizione online del New England Journal of Medicine e sono accessibili gratuitamente sul sito (cosa non abituale perché di solito l’accesso è a pagamento). I ricercatori hanno utilizzato, per studiare i pazienti, un sistema, messo a punto da Adrian M. Owen, neuroscienziato al Medical Reserach Council di Cambridge, che si avvale di un esame chiamato risonanza magnetica capace di visualizzare l’attività del cervello e hanno posto una serie di semplici domande ai pazienti del tipo «Hai un fratello?», «Sei mai stato a New York?», controllando se le risposte erano corrette secondo schemi piuttosto sofisticati.

04/02/2010

 
 
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Gay e donazione del sangue

L'ex ministro Sirchia chiede che si vieti per legge la donazione del sangue agli omosessuali. Sei d'accordo?

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No, ci sono eterosessuali che fanno una vita più promiscua dei gay


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